Cascina Occhiate

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Cenni storici

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Cenni Storici

Il mulino ad acqua era già noto ai romani e in Grecia ma fu poco usato, preferendogli il più pratico mulino mosso dalla forza animale o umana: c’era abbondanza di schiavi, cittadini poveri e delinquenti condannati.
Il mulino azionato da due schiavi poteva produrre 4Kg all’ora, ma già allora un mulino con ruota idraulica da 2m. Poteva produrre 180Kg.
L’espansine del mulino ad acqua avviene nel Medioevo e la sua fortuna finì solamente nel corso dell’ultimo secolo quando diviene più conveniente l’uso delle macchine a vapore prima e dei motori elettrici più tardi.

IL MULINO di OCCHIATE

Dopo la cascina Sant’Ambrogio, la cosidetta Oclanum è la più antica di Brugherio. Inserita nel Medioevo nel più ampio territorio chiamato Octavum, perchè collocato all’ottavo miglio di distanza da Milano sulla strada  verso Monza, si è distinta successivamente come Occhiate,
Qualcuno in passatoha sostenuto che il toponimo Occhiate derivasse da qualche nome o cognome di proprietari terrieri o coloni che abbiano avuto possedimenti nella zona ma non sono attestate nel milanese famiglie o persone che portassero tale nome.
Ha prevalso dunque la teoria secondo la quale il nome Occhiate abbia origine dalla pratica della caccia particolarmente diffusa sul territorio, durante la quale i cacciatori, per catturare e colpire le prede migliori nonchè per evitare di danneggiare  con i lori colpi l’abitato della cascina, si servivano di veloci ed abili occhiate; è a quei colpi d’occhio dunque che si attribuisce l’origine del nome della cascina.
Anche la cascina di Occhiate, come altre strutture simili e ville nel brugherese, probabilmente sorse sui ruderi di un remoto castello o quanto meno sui resti di un imponente o importante edificio precedente di cui però non resta testimonianza alcuna.
Il complesso si trova sulle rive del fiume Lambro di cui, fin dai tempi più antichi, ha sfruttato le acque nella roggia Molinara grazie alla presenza di un mulino che ne ha caratterizzato le attività e le vicende.
Alcune fonti dichiarano che il mulino di Occhiate sia tra i più antichi della provincia di Milano, è un mulino di grano a due ruote, una in legno e l’altra in metallo. La struttura originaria era costituita da pilastri e muratura in mattoni  pieni e travi di legno. Nel corso degli anni l’edificio è stato ampliato fino ad assumere l’attuale pianta. Attualmente il mulino si trova in buono stato di conservazione è ancora funzionante ed illustra l’attività a scopo  didattico.
Da un testamento dell’853 risulta che la cascina adiacente al mulino è stata di proprietà del monastero di Sant’Ambrogio il quale la diede in gestione ai contadini con l’impegno di farne un luogo di ospitalità e ricovero  per i poveri e i pellegrini. I monaci stessi, inoltre, grazie ai frutti derivanti dai fitti e dalla lavorazione delle terre di Occhiate distribuivano ai poveri ogni anno cinquanta moggie di grano e dieci anfore di vino.
Successivamente la proprietà passo alla chiesa di Monza, nel 1862 entro a far parte del Comune di Moncucco e solo più tardi del nuovo comune di Brugherio.


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