Cascina Occhiate

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PREMESSA

OCTAVIUM, OTTAVO, OCCHIATE, sono i diversi nomi dati nei vari secoli all’area posta sulla riva del fiume Lambro all’ottavo miglio sulla strada tra Milano e Monza, un crocevia che ha visto la storia in prima persona, cosi pure come San Cristoforo con la sua chiesina.
L’avvicinarsi della ricorrenza storica della costituzione del comune di Brugherio, 1866-2016 per i sui giovani centocinquantanni, ha stimolato, in Noi la curiosità di saperne un po’ di più sul passato di questa frazione non slegandola però dal contesto storico.
Ci siamo posti come osservatori e abitanti, di queste due piccole frazioni, e abbiamo raccontato lo svolgersi degli eventi che hanno in qualche modo indirizzato la storia a partire da molto lontano.
La storia di Occhiate è risultata essere , in taluni periodi, parallela ed in altri disgiunta dalla storia di Brugherio e la sua collocazione geografica lo potrebbe giustificare.
Catapultiamoci nel X secolo, e proviamo a pensare di essere un abitante di Noxiate, ma uguale sarebbe se pensassimo di essere un abitante di San Damianus o di Baragia, S. Ambrogio, Moncucco, e dovessimo raggiungere a piedi Octavium, attraverseremmo campi e utilizzeremmo sentieri sicuramente sterrati.
Le cascine erano sparse e non a vista con animali selvaticio che popolavano la regione.
Risulterebbe quasi un viaggio avventuroso, ma per le popolazioni di quell’epoca era la vita normale.
Riposizionandoci ai giorni nostri, tanta difficoltà non è visibile, la distanza che separa Occhiate dal centro paese è rimasta la stessa ma con il progresso, con l’allargamento del complesso urbano di Brugherio verso la periferia, con la costruzione di strade e con l’impiego dei mezzi motorizzati la distanza non sembra più la stessa e ciò ha favorito anche una migliore integrazione cittadina.
Occhiate è bagnata ieri come oggi da un canale che attiva/va le pale del suo mulino, il lavoro che svolgeva è sempre stato nei secoli un punto di riferimento per la popolazione dell’enclave di Monza ma anche si può supporre di Milano, della pieve di Vimercate, e di Gongorzola.
Tale era la distribuzione allargata territoriale nei vari periodi storici fino all’800, quando volutamente gli abitanti delle frazioni attorno Moncucco, San Damiano, Baraggia, Sant Ambrogio e Occhiate, con un referendum hanno costituito il comune di Brugherio.

RINGRAZIAMENTI



Il presente lavoro è il frutto della collaborazione degli amici del gruppo “Comitato festa di Occhiate”, del quale mi onoro di farne parte; gruppo che ogni anno, da più di trenta anni, al terzo week end del mese di settembre organizza la festa in Cascina, festa di carattere paesano che ha lo scopo con i proventi di fare beneficenza agli enti e associazioni che lavorano per il sociale sul territorio di Brugherio e Giuseppe Senini abitante della frazione di San Cristoforo buon cultore delle tradizione che da parecchi anni studia e collezione informazioni sul territorio di Brugherio e che ha fortemente collaborato con questa opera.

Da sempre la Festa di Occhiate è un occasione di incontro e convivialità e di gioco dove i bambini sono i protagonisti soprattutto durante il “Palio delle Oche”, dove divisi in gruppi rappresentanti le diverse frazioni di Brugherio, incoraggiano e spronano le oche a correre in un tracciato simile a una pista e dove parenti ed amici fanno il tifo per l’una o l’altra squadra.
Il Palio delle oche riporta sapori e tradizioni antiche, contadine dove era naturale per i bimbi giocare sull’aia con gli animali da cortile, con l’assoluta certezza che l’animale e si asservito all’uomo ma deve essere comunque rispettato.
In tempi moderni l’industrializzazione e l’inaridimento delle campagne ci ha fatto dimenticare questi momenti, occasione quindi ghiotta per far conoscere e mettere in contatto i nostri figli almeno con questi animali veri.
Come gruppo il collante che ci unisce e che ci fa riunire ogni anno nell’ occasione della festa è l’amicizia vera, spontanea, senza condizioni; come quella che ci ha donato per molti anni “Luigi Peraboni, per tutti il “Murnè”, che ci ha fatto da esempio insegnandoci a saper donare senza curasi di quanto si possa ricevere in cambio.
Ora Luigi ci incoraggia e ci segue come nostro Angelo custode da qualche nuvola nel cielo e a cui rivolgiamo una dedica speciale.
Non vogliamo però dimenticare tutte quelle persone che a vario titolo hanno lavorato, gioito e ci hanno incoraggiato ad andare avanti per la festa di occhiate, ma ora non sono più tra noi, a loro un pensiero e un arrivederci.
Un ringraziamento è dovuto agli abitanti della cascina che donano alla collettività per la settimana della festa i loro abituali spazi comuni, sopportando il rumore della kermes.
Ricordiamo inoltre un nostro concittadino, Giuseppe Meani ora non più tra noi, assiduo frequentatore dell’Archivio di Stato di Milano, studiava e ricercava le nostre origini, ed era solito convocarci presso il mulino dal “Murnè” quando scopriva qualche documento che riguardava, nel nostro caso, la chiesa di S. Cristoforo o il mulino di Occhiate.
A detta dello stesso, nel millennio trascorso dalla costruzione del mulino, almeno 60 famiglie hanno vissuto e fatto funzionare la struttura, avendone trovata traccia di molte di esse nei vari documenti consultati.


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